Le ong: a New York 50mila senzatetto

Dalla Grande Depressione mai così tanti «homeless». IL RAPPORTO DI COALITION FOR THE HOMELESS

Nelle settimane più fredde dell’anno, quando New York è imbiancata e le temperature vanno sotto lo zero ogni notte, si sono registrati i più alti numeri di senzatetto mai avuti dalla Grande Depressione: 50mila persone sono state contate a riposare nei ricoveri occasionali per homeless organizzati dalle varie ong e dal comune in tutta l’area metropolitana lo scorso mese di gennaio, con un gran numero di bambini e nuove famiglie, ma esiste anche una grossa fetta di senza fissa dimora che hanno scelto di non avvalersi dell’aiuto e del calore dei centri di accoglienza pubblici. Tanto che un nuovo rapporto dell’associazione Coalition for the Homeless denuncia l’amministrazione Bloomberg di non essere stata in grado di aiutare questa fascia debole di cittadini, provata dalla crisi economica come non mai.

IL RAPPORTO – Cinquantamila senzatetto totali ospitati nei centri di accoglienza, gli shelter, ricoveri dove chi ha bisogno trova coperte, bevande calde, volontari ad assisterli. La percentuale è aumentata del 19 per cento rispetto all’anno scorso. Di questi, addirittura 21mila sarebbero bambini, poco meno della metà: un trend in crescita, il dato più preoccupante mai registrato a New York dalla crisi economica degli anni Trenta, e si pensi che la popolazione di minorenni senzatetto nel 2011 era di 16mila, e nel settembre 2012 era di 20mila persone. Il dato riguardante i bambini è avvalorato da quello delle famiglie: tra gli homeless difatti il 78 per cento sarebbero unità familiari, segno del disagio economico crescente e dell’impossibilità, da parte di molti nuclei, di pagare un affitto. E le famiglie sarebbero aumentate negli ultimi anni del 73 per cento tra i senza fissa dimora, almeno da quando l’amministrazione comunale è affidata a Bloomberg. Oltretutto, i dati non tengono conto delle migliaia di newyorchesi che hanno perso la loro abitazione per via dell’uragano Sandy, e che oggi vengono ospitati in parte anche dai rifugi pubblici. In più, sono preoccupanti anche i tempi medi di permanenza all’interno dei centri di accoglienza comunali: le famiglie vi stanno in media 375 giorni, oltre l’anno, e questo lasso di tempo sarebbe aumentato del 10 per cento rispetto al 2012.

LA CRISI E BLOOMBERG – Non va meglio in altre città americane, visto che anche Washington DC e Boston hanno visto aumentare, negli ultimi mesi, il numero di meno abbienti senza fissa dimora. Ma il dato di New York è quello che è cresciuto maggiormente e oltre alla crisi economica che investe tutto il Paese le ong che monitorano gli homeless puntano il dito sulle scelte politiche dell’amministrazione Bloomberg. Il sindaco già nel 2005 promise che avrebbe abbattuto il numero di senzatetto di due terzi entro il 2009, ma ciò non avvenne, ma oltre alle promesse mancate molti lo accusano di aver tagliato i fondi (48mila dollari lo scorso anno) al programma Advantage, che si occupa di trovare abitazioni vere per periodi di 4 anni alle famiglie in difficoltà, e che ha già funzionato per 25mila nuclei. Contro Bloomberg si è messa poche settimane fa anche la Corte Suprema dello stato di New York, dichiarando illegale le procedure che il comune usa per l’accesso ai centri di accoglienza. Dal 2011 infatti, gli uffici pubblici chiedono ai senzatetto di dimostrare di non avere alternative in cui soggiornare prima di dare il permesso e il posto caldo per la notte.

Eva Perasso
7 marzo 2012 | Corriere della Sera

 

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